II
Signor che sopra l'onde allor salvasti
Pietro già mosso per venire a te,
quando «Domine — disse — adiuva me»
tu rispondesti: «Quare dubitasti?»,
a te volgo piangendo i pensier casti
come vero amator della tua fé
ché tu ne scampi per la tua merzé,
sì come il vecchierel tu ripescasti.
Deh, volta gli occhi al nostro piccol legno,
nel qual sotto il tuo nome or mi rifido,
ché mi farai d'Italia veder degno!
Apri gli orecchi al mio ultimo grido,
libera me da gente di quel regno
che da Iarbas fu concesso a Dido!
Signore, io mi confido
in te che ci dia porto e salvamento
.......... il vento.