II
Maledictus homo che in uom si fida!
Bella, scïente, chiar, leggiadra e netta,
impassibile e retta
è l'alma nostra innanzi in noi s'infonda,
la qual, come discende e che s'annida
nelli secreti genitali armari
delli proprî contrarî,
si trova armata da ciascuna sponda
e d'ogni saper monda,
passibil, brutta, rozza, turba e grave,
in questa mortal nave
missa, non perché più diventi vile,
ma per virtù divenga più gentile.
Maledictus homo che 'n uom si fida!
Compiuto el frutto della terza stella,
questa alma poverella
si sforza farsi, al più che può, sentire,
mandando fuor le rauche e debil grida;
po', di dì in dì prendendo più vigore,
con singular fervore
intenta recommette al ghiotto odire
quel che non può ridire,
di vizî monda e priva d'ogni affanni.
Ne' pueril suo anni
al rivestirsi sol sta occupata
di quel che nel discender fu spogliata.
Maledictus homo che 'n uom si fida!
Passati gli anni d'esta püerizia,
così la pudicizia
da questa anima par ch'el corpo furi
e ch'ogni suo virtù tolla e conquida.
Rivolto el suo camin, sol par ch'aspetti
ch'el corpo a sé l'aletti
a que' piacer che prima gli eran duri,
né d'altro par si curi,
relitto el suo origin contemplare,
come se ereditare
avesse di qua giù ciascuna cosa,
così tututta qui si figge e posa.
Maledictus homo che in uom si fida!
Sicondo l'opra el prezzo die seguire:
se l'alma in obedire
a l'uomo dassi in robbe, onori e vento,
perché si duol s'el mondo al fin la lida?
Del qual mondo el fior, frondi, foglie e frutto
è crudel pianto e lutto,
senza riposo sempre in più tormento,
labore, affanno e stento;
in qualunque stato più si cerca e prova,
mortal speranza el cova,
d'aspetto vago e dentro d'error pieno,
dolce in principio al fin mortal veleno.
Maledictus homo che in uom si fida!
O alma mia, che sì bella eri e vaga,
ogni virtù presaga
in te fulgea più che gemme o oro!
Or plorando ti vedo andar con Mida,
oscura, fosca, laida fatta ed atra;
or di' a l'uom che t'apra
l'oscuro carcer. Chiama el suo tesoro,
invoca ancora el coro
delle lascivie e' tuo parenti e noti,
ch'adempino e tuo voti
e che ti cavin di questi aspri affanni,
poi che speso hai in loro el tempo e gli anni.
— Canzon, se degna se' fra le compagne,
resumme el canto, ben che mesta sia
in suoni ed armonia;
per tutto fa' che' passi tuoi estenda,
il che, s'alcun t'attenda,
a quel dirai ch'ogni uom in fine è terra,
che sol colui non erra
che, l'uom relitto, a Dio cerca accostarsi
e che sol cerca in cielo eterno farsi.