II
O santissima luce eterna e degna,
figliuola e madre e sempiterna sposa
di quello immenso Iddio che sempre regna,
felicissima speme e grolïosa
di chi ti chiama e chiede di buon core,
e d'infinite grazie facundiosa,
verginissima Madre, in cui l'amore
etterno resunto, ch'era cangiato
pel padre primo e per suo grand'errore,
tu se' quel vivo lampo immaculato
che ci apristi del ciel la santa via,
e chi ben t'ama è sol da te salvato!
Madre di Cristo, vergine Maria,
mar di santa umiltà e di mercede
e nostra avocatrice tutta via,
dinanzi al tuo Figliuol, che tutto vede,
Iddio figliuol di Dio puro e sereno,
che quel che tu dimandi a te concede,
per tua santa mercé non venir meno
a me, tuo servo indegno, che ti chiamo,
aflitto sì che 'l pianger non rafreno,
dolcissima regina! E quel ch'i' bramo
è che tu prieghi il tuo Figliuol diletto
mi levi l'aspra pena e l'esser gramo.
Io ho enfiata la gola e duolmi il petto;
o dolce Madre, più posso parlare,
se io non ho tuo poter benedetto.
Priego te che m'aiuti salvare
l'anima e 'l corpo ad ogni mio bisogno
e facci dal demon sempre snodare
in questa brieve vita ch'è un sogno.