III (189)

By Auteur inconnu

Luce miglior, che in dolce modo e santo

Ivi d'immortal Gloria il volto accende,

Mentre s'apron le sfere, ed essa intanto

Dal più sincero Ciel sull'Istro scende,

Fregiale il crin lucido serto, e 'l manto

Di grande ostro real fiammeggia e splende;

Ride l'aria a lei intorno, ed altrettanto

Ride il suol, che di lei ricco si rende.

E quale alla stagion più lieta e bella

Zeffiro torna, e a' suoi dolci respiri

Ogni pianta gentil si rinnovella,

Tal questa avvien che alteramente spiri

Ivi intorno movendo aura novella,

Ond'empie ed orna l'Uom d'alti desiri.