III (421)
Di proccurare al nome vostro onore
Nutrono mille ingegni alto desio,
Gran Donna, e trar del tenebroso obblio
Vostre bell'opre all'invido furore.
Ma se son sopra ogni mortal valore,
Né stile ugual l'andata etade udio,
Non vagliono a segnar, così com'io,
Un raggio sol del vostro almo splendore.
I vostri Avoli eccelsi e 'l Padre illustre
(Felice pianta di sì raro frutto),
Qual fia dipinga dotta penna e industre?
Tacciano omai, se non per altro, intenti
Alla vostra armonia, che 'l Mondo tutto
Empie di stupor' nuovi e di contenti.