III (71)
Quel divin fuoco di valor sovrano,
Che dal tuo labbro formidabil scese,
E, ripurgando il suol presso e lontano,
Bello qual pria mirabilmente il rese,
Poscia fermando il corso in Vaticano,
Di sì fervido zel grand'Alme accese,
Che l'empio Vizio all'età nostra invano
Omai portar più pensa onte ed offese.
Ma perché scudo anche all'età novella
Sia tua eloquenza del gran fuoco armata,
E alfin cener divenga il crudo Mostro,
Ad essa or corre in chiari fogli, ed ella
Già par che gridi: “Ecco l'Onor dell'Ostro,
Che ha sé reso immortale, e me beata.”