III. GIUDITTA CHE ATTRAVERSA IMPUNEMENTE IL CAMPO ASSIRIO.
Ecco, parte Giuditta: amena in volto
Beltà le siede, ed umiltade a canto:
Le grazie il riso mansueto e quanto
V'ha di leggiadro in lei tutt'è raccolto.
Qual chi da strana visione è colto,
All'apparir della gran donna intanto
Stupîr gli Assiri, il gentil viso e santo
A contemplar da presso ognun rivolto.
Le meraviglie, il sussurrar, le lodi
O non sente o non cura ella; e spedita
Passa fra cento spade e cento prodi.
Timida stassi ogn'alma anco più ardita:
Tanta ha negli occhi e ne' leggiadri modi
Parte di ciel che a venerarla invita.