III – Pulci
Andandosi la volpe un giorno a spasso
Tutta affamata, sanza trovar nulla,
Un gallo vide in su 'n un alber grasso:
E cominciò a parer buona fanciulla,
E pregar quel, che si faccia più basso;
Ché molto del suo canto si trastulla.
Il gallo sempliciotto in basso scende.
Allor la volpe altra malizia prende:
E dice: e' par che tu sia così fioco:
I' vo' insegnarti cantar meglio assai:
Quest'è, che tu chiudessi gli occhi un poco:
Vedrai che buona voce tu farai.
Al gallo parve che fusse un bel giuoco:
Gran mercè, disse, che insegnato m'hai:
E chiuse gli occhi, e cominciò a cantare,
Perché la volpe lo stesse ascoltare.
Cantando questo semplice animale
Con gli occhi chiusi, come i matti fanno,
La volpe, come falsa e micidiale,
Tosto lo prese, sotto questo inganno
(E dové poi mangiarsel sanza sale):
Così interviene a que' che poco sanno.