III – Pulci

By Giacomo Leopardi

Andandosi la volpe un giorno a spasso

Tutta affamata, sanza trovar nulla,

Un gallo vide in su 'n un alber grasso:

E cominciò a parer buona fanciulla,

E pregar quel, che si faccia più basso;

Ché molto del suo canto si trastulla.

Il gallo sempliciotto in basso scende.

Allor la volpe altra malizia prende:

E dice: e' par che tu sia così fioco:

I' vo' insegnarti cantar meglio assai:

Quest'è, che tu chiudessi gli occhi un poco:

Vedrai che buona voce tu farai.

Al gallo parve che fusse un bel giuoco:

Gran mercè, disse, che insegnato m'hai:

E chiuse gli occhi, e cominciò a cantare,

Perché la volpe lo stesse ascoltare.

Cantando questo semplice animale

Con gli occhi chiusi, come i matti fanno,

La volpe, come falsa e micidiale,

Tosto lo prese, sotto questo inganno

(E dové poi mangiarsel sanza sale):

Così interviene a que' che poco sanno.