III

By Giovanni di Maffeo da Barberino

Pietà per dio del mie grieve dolore,

offeso a tanto stremo e sanza amici,

povero, vecchio, infermo e peccatore,

ingiusto giudicato in negli uffici,

né udita, né 'ntesa è mie ragione,

ma trattato da lor come nimici,

di me avendo falsa oppenïone,

sotto presunzïon dannando il vero,

per non lo essaminar con discrezione.

Or veder puoi s'i' ho dolor severo,

vedermi sì crudelmente trattare

da chi è posto a far giudicio intero;

ed ogni mie ragion veggo mancare,

se gi... soccorso non vien da colui,

il qual santificò nel medicare,

perché le piaghe fattemi d'altrui

ingiustamente bisogna curare

e risanarle con gli unguenti sui.

Né altra via ci veggio al mie scampare

se non di quest'uom giusto i degni unguenti,

ch'ogn'incurabil mal fanno saldare.

Tutt'altre vie e tutt'altri argomenti

sarieno scarsi, anzi diverrien vani,

quantunque giusti e quantunque prudenti.

Supplico adunque le suo sante mani

porga, e vogli veder la trista cura,

ch'è suta fatta a me da questi strani;

e poi veduta con giusta misura,

mi faccia giudicare e con ispaccio,

com'è dotato in suo propria natura;

sì ch'una volta di tant'aspro laccio

mi deggi trar, ché, se nol fai, rimango

privato di speranza in tanto impaccio.

Ché sempre dentro al cor con l'almo piango,

né sotto 'l ciel più gnuna cosa spero;

vilipeso qual piombo terso o fango,

sol rimarrò tra la gobbola e 'l zero.