III
Dolce mie lira, ov'è colei che spesso
nelle suo man essercitar si suole,
dove risplende il nostro vivo sole?
Forse che 'l cielo il vuol con seco apresso?
O vedovetta camera sanz'esso
el non vederlo a me più ch'altri duole
e 'l non udir l'angeliche parole;
di voi m'incresce come di me stesso!
O voi, a cui può dirsi ogni segreto,
quel che mi cinse di catena il collo
fu 'l suono e 'l canto più oltre ch'umano!
Tornando Donatello e Pulicreto
per ritrar questa con la cetra in mano,
nissun certo somiglia altro che Apollo.