III

By Pellegrino da Castiglion Fiorentino

Nessun profeta mai accetto fue

nella patria sua né onorato,

e questo iniquo fato

per l'universo corre ed ha gran forza,

e conculcate son l'opere sue;

è sanza colpa il passo biasimato

da cui esser pregiato,

meriterebbe, e sua virtù s'amorza,

soppeditato come vile scorza.

E guadagni e gli onor li son negati,

ed a tal son collati

in cui lume di fama non risplende.

Ed in tal modo la virtù s'offende;

onde la sventurata sempre grida

che 'n suo luogo s'annida

l'invidïoso fato e lei riprende;

e nel basso discende

chi di salir meriterebbe il monte,

onde le Muse piangono al bel fonte.

Piange la sacrosanta Calïòpe

coll'altre suore al fonte di Pirene

colle dolci sirene;

battesi a palme e straccia il viso addorno,

gridando: «A cui son date le nostre ope?»

O somma altezza, e perché tanto bene

il vizio a sé ritene,

signoreggiando l'universo attorno

dall'orïente insino a mezzo giorno,

la plaga occidentale ed aquilone,

in gran confusïone?

E la virtù è del tutto isbandita

e l'ignoranzia è sì alto salita

che, trïunfando, al tristo mondo regna

e sotto la sua insegna

ricoglie gente d'ogni regïone;

e dietro al suo temone

tende le vele questa trista barca,

di vizi e d'ignoranza onusta e carca.

Gridono al ciel con voce cruda e strana

e gravosi sospir Pallade e Teti,

e con amari fleti

piangon della virtù, ch'è sì dirisa,

Iuno, Minerva, Cerere, Dïana.

Il greco antico e gli altri alti poeti,

religiosi e preti,

in vilipendio son per ogni guisa.

Abbandonato s'è Cirra e Nisa,

né più si beve al fonte di 'Licona;

spregiata è la corona

del verde lauro e dell'antico mirto,

e 'l vizio ancora sta superbo ed irto

e caccia 'l virtüoso e sì lo sprona.

Ei, come vil persona,

si sta rimesso con tremente spirto

e 'l gran valore insirto

dal sommo sire, e la somma virtute

timida sta privata di salute.

La germana di Giove lassa il cielo

e viene in terra e dá luogo a l'ancille,

e di lacrime stille

gli occhi lucenti per gran doglia danno.

Viduil manto porta e nero velo,

bassando a terra sue chiare pupille,

e volte mille e mille

si duol, cacciata dal superno scanno.

E nel suo letto in braccio a Giove stanno

Semele e Danne, e l'altre concubine

nelle sedie divine,

e la sua sposa vedovella giace.

Ahi, mondo traditore, aspro e fallace,

ch'affliggi i buoni con pungenti spine

e non riguardi al fine,

pur che tu faccia sol quel ch'a te piace!

Virtù fai contumace

e sol nella tua corte regna il Vizio,

cacciando la Virtù dal tuo ospizio.

Similemente la maga del Colco

cacciata fu dal suo marital toro

da quel che 'l vello d'oro

aguadagnò per virtù de' suoi incanti;

onde el convenne che fussi bifolco,

se conquistar volea il bel tesoro.

Così il nobile alloro

è disprezzato e pulsi i frutti santi.

La concubina con suo be' sembianti

caccia la donna, quando ella a ragione

viene in dirisione,

soppeditata da' suoi tristi sensi;

e sol per ciò surgono errori immensi,

sì come nave in mar sanza governo

di notte in aspro verno,

pinta da venti rigidi e condensi.

E così ciascun pensi

che la virtù è sempre in gran fortuna,

perché 'l mal vulgo contro a lei s'aduna.

Né men ripulsa leggo Dïanira

da quel possente e del Tonante prole

per l'amorosa Iole,

onde elli alfine ne prese la morte;

ed elli stessi salse in sulla pira,

sì come anticamente far si sòle;

e dopo alte parole,

rendente l'alma, al ciel fatt'è consorte.

Cacciat' è la Virtù fuor delle porte

e drento all'urbe il Vizio tiene il soglio,

e Superbia ed Orgoglio

sono e pincerni, e Lusso ed Avarizia,

Livor maligno, Gola ed Ingiustizia

sono assessori; onde io forte mi doglio

e disperar mi voglio,

ch'io veggio il mondo pien d'ogni nequizia.

E la santa milizia

è disprezzata e suo soave plettro,

e l'Ignoranzia regna e tiene il scettro.

— Canzone, egli è bisogno che tu prenda

camino e vada per la bella Etrusca,

bench'io ti veggia lusca

e di poco valore e basso ingegno;

e sia ardita e fa' ch'ogni uom t'intenda.

E non curar della tua fama fusca,

ma con parola brusca

riprendi il mondo, di malizia pregno;

e dì a loro: «Io vegno

a voi, e sì mi manda per camino

da Castiglion il pover Pellegrino».