III.

By Ugo Foscolo

— Or delle Grazie

Nè d'aurei raggi liberale è il crine

Siccome è il crine del divino Apollo

Allor ch'ei monta per lo sacro clivo

D'Olimpo, e più s'infocano i cavalli

Non pur del grido e de' spumosi morsi

Al comandar, o della sferza al fischio;

De' dardi il tintinnir dentro il turcasso

Aureo, capace, e pien di eterna possa

Quei quattro corridori incalza quando

Del Saturnio signor veggon le case

Meta di Febo. Nè di foco rosse

Sono le trecce delle care Grazie

Quali sotto il cimier contien Bellona

Pari alla giuba delle sue poledre

Che pel di lionessa hanno e vigore.

Nè son ricciute come il crin d'Amore

Non come quel di Cintia cacciatrice

Pallide, e tutte rannodate al collo.

Ma d'onde spesse cascano le chiome

Sembran più fosche, e sono auree le ciocche

Che sparse al vento van mutando anella

E mostran varj ognor biondeggiamenti.

Spiran soave odor, ma non di mirra

Non delle rose di Cirene odore,

Inclite rose! Ma cotal fragranza

Mandano pari all'armonia che diede

D'Orfeo la Lira, allor che al sacro capo

Dalle baccanti di Bistonia infissa

Venne nell'alto Egeo spinta dai monti,

E un'armonia suonò tutto quel mare,

E l'isole l'udiano e il continente,

Sebben nè vate mai nè arguta corda

Di Lidia cantatrice a quel fatale

Suono die' legge e nome...