III
Da poi che rinnovâr l'antiche doglie,
conviemmi seguir quel che più mi spiace,
Amor, sotto cui mai triegua né pace
pur non ebb'io, né Morte ancor mi scioglie.
Ecco dunque di me l'ultime spoglie
a torto, e l'alma che per te si sface
sotto false lusinghe e tuo fugace
dubbie speranze e cieche umane voglie.
Ma voi, dolenti mie lagrimos'occhi,
e più ch'altri cagion del nostro male,
che giova or che l' fallir vostro vi spiaccia?
Seguir conviene il vulgo degli sciocchi
e dietro a chi di noi poco gli cale:
così va chi ragion da sé discaccia.