III
O popul fiorentin, tu non comprendi
el timon che ti guida a gran salute,
per mantenerti in pace e 'n libertate;
e se gli occhi mentali apri e distendi
e sanza vizio miri e con vertute,
vedrai la somma tua necessitate
e la calamitate
in che ti troverresti, se 'l riparo
di Cosmo, illustro e claro
tuo cittadin, qual con amor e senno
a un tuo picciol cenno
rimedia a quel che 'l popolo e comune
nol potre' far, tirando a una fune.
Deh, pensa un poco all'estrinseche guerre,
mosse da gran potenzia e gran consiglio,
di gente strane, crude e barberesche!
Trovâr così improviste le tuo terre
che fusti quasi all'ultimo periglio
respetto a' fuochi occulti di mal esche
delle cittadinesche
ire ne' cuor, con tanti inganni e insidie
e i crepori e le invidie,
ch'io ti vidi condotto in sullo estremo;
se non che quel supremo
vaso di sapïenza, amore e fide
con consiglio e pecunia ti provide.
Quanto s'amplïerebbe la malizia,
gl'incendi, le rapine e crudeltate
nella tua disensata e rotta gregge!
E sare' conculcata la giustizia
e la merzede spenta e caritate,
sanza osservare alcuna ottima legge.
Ma hai chi ti corregge
col suo saggio operar, sanza dar norma;
dove, seguendo l'orma
delle sue misurate e giuste piante,
non ti par ponderante
ragion, giustizia, carità e amore
usar respetto al degno operatore?
Rassummi l'intelletto e la ragione,
e non considerar con mente ironia
quanto il monarca Idio t'ha ben provisto,
e chiar vedrai ch'a Attene il buon Solone
e 'l gran Ligurgo in Lacedemonia
e fra gli Egizïani il Tremegisto
né util né acquisto
non fecer, quanto a te fatt'ha il tuo filio,
novel Numa Pompilio,
severo più che alla patria Muzio,
o che Regolo o Curzio;
dunche ringrazia de' moti il Motore,
che t'ha concesso un sì chiaro splendore.
Di quanta fama, quanto onore e gloria
risplende la tua florida cittade,
col fertile, propinquo e bel paese,
degna d'etterna e lucida memoria,
considerando la nobilitade
del novel Marco Agrippa nelle imprese.
magnanimo e cortese
nell'edificar templi sacri e degni!
E con tesauri e 'ngegni
fatt'ha magni palagi fuori e dentro,
tal che 'n ogni ornamento
Locullo eccede di magnificenza:
e tu ne se' in trïunfo, alma Fiorenza.
Natural è che nella patria propia
si celebri cose alte e ostensive,
usando in esse salubri essercizî.
Ma perché siam d'eternità 'n inopia
et post mortem si fan le genti vive,
nel far supremi vari e gran 'defizî,
son da laudar gl'inizî,
e mezzi e fini, ma più nelle longique
parti, ove si distingue
dall'artico all'antartico il suo spendio;
ché 'l cogito è stupendio,
ben che l'efetto ne risulti pulcro,
che insin si mostra al cristifer sepulcro.
Canzona mia, al popul fiorentino
parla vemente, ché non e idioto,
ma testo di giustizia è dire il vero;
e cercherai dal grande al piccolino
e al mezzano, e a tutti fa' noto
questo famoso, nobile e sincero.
Di' che in lontan sentiero
io non ti mando, né molto né poco,
però che 'n ogni loco
la fama sua è più che qui assai.
Dunque conforterai
ciascun che l'ami, reverisca e tema,
per l'util loro e per cosa suprema.