III

By Bernardo di Piero Cambini

O popul fiorentin, tu non comprendi

el timon che ti guida a gran salute,

per mantenerti in pace e 'n libertate;

e se gli occhi mentali apri e distendi

e sanza vizio miri e con vertute,

vedrai la somma tua necessitate

e la calamitate

in che ti troverresti, se 'l riparo

di Cosmo, illustro e claro

tuo cittadin, qual con amor e senno

a un tuo picciol cenno

rimedia a quel che 'l popolo e comune

nol potre' far, tirando a una fune.

Deh, pensa un poco all'estrinseche guerre,

mosse da gran potenzia e gran consiglio,

di gente strane, crude e barberesche!

Trovâr così improviste le tuo terre

che fusti quasi all'ultimo periglio

respetto a' fuochi occulti di mal esche

delle cittadinesche

ire ne' cuor, con tanti inganni e insidie

e i crepori e le invidie,

ch'io ti vidi condotto in sullo estremo;

se non che quel supremo

vaso di sapïenza, amore e fide

con consiglio e pecunia ti provide.

Quanto s'amplïerebbe la malizia,

gl'incendi, le rapine e crudeltate

nella tua disensata e rotta gregge!

E sare' conculcata la giustizia

e la merzede spenta e caritate,

sanza osservare alcuna ottima legge.

Ma hai chi ti corregge

col suo saggio operar, sanza dar norma;

dove, seguendo l'orma

delle sue misurate e giuste piante,

non ti par ponderante

ragion, giustizia, carità e amore

usar respetto al degno operatore?

Rassummi l'intelletto e la ragione,

e non considerar con mente ironia

quanto il monarca Idio t'ha ben provisto,

e chiar vedrai ch'a Attene il buon Solone

e 'l gran Ligurgo in Lacedemonia

e fra gli Egizïani il Tremegisto

né util né acquisto

non fecer, quanto a te fatt'ha il tuo filio,

novel Numa Pompilio,

severo più che alla patria Muzio,

o che Regolo o Curzio;

dunche ringrazia de' moti il Motore,

che t'ha concesso un sì chiaro splendore.

Di quanta fama, quanto onore e gloria

risplende la tua florida cittade,

col fertile, propinquo e bel paese,

degna d'etterna e lucida memoria,

considerando la nobilitade

del novel Marco Agrippa nelle imprese.

magnanimo e cortese

nell'edificar templi sacri e degni!

E con tesauri e 'ngegni

fatt'ha magni palagi fuori e dentro,

tal che 'n ogni ornamento

Locullo eccede di magnificenza:

e tu ne se' in trïunfo, alma Fiorenza.

Natural è che nella patria propia

si celebri cose alte e ostensive,

usando in esse salubri essercizî.

Ma perché siam d'eternità 'n inopia

et post mortem si fan le genti vive,

nel far supremi vari e gran 'defizî,

son da laudar gl'inizî,

e mezzi e fini, ma più nelle longique

parti, ove si distingue

dall'artico all'antartico il suo spendio;

ché 'l cogito è stupendio,

ben che l'efetto ne risulti pulcro,

che insin si mostra al cristifer sepulcro.

Canzona mia, al popul fiorentino

parla vemente, ché non e idioto,

ma testo di giustizia è dire il vero;

e cercherai dal grande al piccolino

e al mezzano, e a tutti fa' noto

questo famoso, nobile e sincero.

Di' che in lontan sentiero

io non ti mando, né molto né poco,

però che 'n ogni loco

la fama sua è più che qui assai.

Dunque conforterai

ciascun che l'ami, reverisca e tema,

per l'util loro e per cosa suprema.