III

By Camillo Scroffa

Le tumidule genule, i nigerrimi

occhi, il viso peralbo et candidissimo,

l'exigua bocca, il naso decentissimo,

il mento che mi dà dolori acerrimi,

il lacteo collo, i crinuli, i dexterrimi

membri, il bel corpo simmetriatissimo

del mio Camillo, il lepor venustissimo,

i costumi modesti et integerrimi,

d'hora in hora mi fan sì camillifilo

ch'io non ho altro ben, altre letitie,

che la soave lor reminiscentia.

Non fu nel nostro lepido Polifilo

di Polia sua tanta concupiscentia

quanta in me di sì rare alte divitie.