III
Per comun corso da natura dato,
quella ch'al mio dolor era conforto
ed a mia aversità tranquillo porto
in cielo è gita e di qua m'ha lasciato.
Morte in un punto ogni ben m'ha levato,
né so se io son dritto o se son torto,
né s'io voglio esser vivo o esser morto,
perché sanz'essa sono in basso stato.
Ma solo un punto è quel che mi notrica,
se 'l qual non fusse, certo io crederei
alla Fortuna come a mio maggiore,
ch'ella, parlando meco, par che dica:
«Vivimi allegro e non temer di lei,
ché per te prego sempre il mio Signore».