Il distico dell'inganno

By Sergio Corazzini

Mi tendevi le braccia, mi chiamavi

con la voce dolcissima e dolente,

e roteavi disperatamente

le tue pupille un dì tanto soavi.

I capelli biondissimi, già schiavi

di fulgido diadema che la gente

t'invidiava silenziosamente,

sciolti i capelli al vento abbandonavi.

E la tua voce sospirava «Vieni,

torna amor mio, fra le mie bianche braccia

tu sarai il mio re, non già il mio schiavo!»

Mi parve d'impazzir, con gli occhi pieni

di pianto, corsi con giuliva faccia.

Credevo d'esser desto, ahimè, sognavo!