Il fior di granadiglia

By Girolamo Fontanella

O de l'Indo odorato

Misterioso fiore,

Tu qual libro animato

Stampato sei dal Crocifisso Amore,

Dipinto sei dal Redentor trafitto,

Di sangue impresso e di flagelli scritto.

Tu fra linee sì belle,

Via più bel di Giacinto

Hai del Re de le stelle

L'amaro caso istoriato e pinto,

E fra trofei misteriosi e degni,

Mille d'alma pietà memorie insegni.

Tu germoglio pietoso

Di fioriti flagelli,

Tu ricamo odoroso

Di bei trapunti e di ritorti anelli,

Vai tra profili et intagliati nodi

Fiorendo lancie e pullulando chiodi.

Tu qual tragica scena,

Spieghi istoria funesta

Di salute e di pena

Nel teatro di Flora in flebil vesta,

E fai con atti di pietoso essempio

Del trafitto Amor mio noto lo scempio.

Tu da caldo ruscello

Per sanguigno canale

Irrigato, sì bello

Avesti al mondo il tuo primier natale,

E mostri aver, miracoloso stelo,

La cima in terra e la radice in cielo.

Narran l'opre di Dio

Con silenzio facondo

Dentro il notturno oblio,

Vive lingue del ciel, le stelle al mondo;

E fan con mute e taciturne note

Le grandezze di lui palesi e note.

Tu con muta favella,

Ch'in silenzio distingue

Voce tremola e bella,

Puoi, senza lingua, articolar più lingue,

Spiegando al ciel con immortal memoria

De l'eterno Fattor l'immensa gloria.

Fu con provida cura

In ciascuna sua parte

De la bella Natura

Imitatrice, emulatrice l'arte;

In te, mistica pianta e pellegrina,

La Natura imitò l'arte divina.

Sparsa d'umide stille

Gira Clizia stellante

Le sue bionde pupille

A la luce del sol, gelosa amante;

Tu, volto al ciel, con pargoletta sfera

Vagheggi il Sol che non tramonta a sera.

Ebbe morte Narciso

Presso un limpido fonte,

E perdendo il bel viso,

Ne la forma d'un fior mutò la fronte;

Tu ne la fonte ond'è la gloria uscita,

Vagheggiandoti ognor, trovi la vita.

Mostra Aiace dolente

Con funereo successo,

Sospiroso languente,

In bianche foglie il suo dolore impresso;

Tu con l'odor ch'evaporando spiri

Del trafitto Giesù segni i martiri.

Fu dal piede ferito

De la bella Ciprigna

Di rubin colorito

La rosa aspersa, tepida e sanguigna;

Tu da l'Amor, che crocifisso langue,

Hai più belle di lui stampe di sangue.

Volino api celesti

D'Amorini volanti,

E solleciti e presti,

Traggan solo da te manne stillanti,

Libando ognor con mormorii soavi

Dagli amari martiri i dolci favi.

Ti sieno aure e rugiade

Lagrimette e sospiri,

Da l'eteree contrade

T'inchini il sol con riverenti giri;

E mentre arrida a te Pomona e Flora,

De le porpore tue s'orni l'Aurora.

Stilli angelica mano

Lieve e placido nembo,

E dolcissimo e piano

Il bel latte del ciel piova in tuo grembo;

E contemplando i tuoi funesti orrori,

Devoti a l'ombra tua posino i cori.