Il Giudicio di Mida del Malosso.

By Giovambattista Marino

Dunque perché possiedi,

Re stolto, onor di scettro, e copia d'oro,

del contrasto canoro

farti degno per senno Arbitro credi?

Misero, e non t'avedi

che sei nel giudicar né più, né meno

l'animal di Sileno?

Oh quanto bene, oh quanto,

per batter la misura al nobil canto,

d'Asino a chi di te non si fa specchio

la schiena converria, non che l'orecchio.