IL NEGRO DI SAINT-PIERRE

By Giovanni Pascoli

Io stavo qui nella mia tomba, vivo.

Era gran tempo che ogni giorno, ogni ora,

tra me e me la mia morte morivo.

Oh! il negro avrebbe uccisa anche l'aurora!

perché sapea che l'uomo rosso appunto

al rosseggiar del cielo esce, e lavora.

Tutte le notti sopra lo strapunto...

oh! freddo come il ferro, come il mio

coltello nudo, un uomo nudo e smunto

sentivo accanto a me: l'altro, quel ch'io

avea freddato. E io sbalzavo anelo

dal sonno, ed ecco che quell'altro ero io!

M'aveva, sì, tutto attaccato il gelo

della sua morte. Ed ero vivo, e fissi

tenevo gli occhi al rosseggiar del cielo;

se un fiato, un passo, un moto, un crollo udissi

su la mia testa, uno stridìo leggiero

di chiavi, uguale ad un fragor d'abissi...

Oh! tutti i giorni! E tutti i giorni invero

sentivo qualche scossa, qualche rombo,

e tremar volte, e brandir porte... E il nero

della mia pelle si facea di piombo.