IL POETA UBBRIACO
By Emilio Praga
Datemi un nappo, datemi dei versi;
le imposte aprite, entrino i venti e il sole:
quanti fantasmi nel cervel dispersi!
Che musica di forme, e di parole!
Sento un odor di grandine e di rose,
e il vo' scrivere in versi alessandrini:
come fanciulle flebili e amorose
cantin le cetre dai sonori crini;
e dando il braccio a sedicenni amanti,
pallide di languore e di piacere,
orsù, apparite, o ciclopi, o giganti,
e danzatemi intorno al tavoliere!
Sento il raggio del sol scendermi in petto,
e scaldar fibre sconosciute ancora;
— Giganti, il vostro mistico balletto
ama la nota flebile o sonora?
Volete le cadenze imbalsamate
di fragranze di rosa e gelsomino,
o le rime dal turbine accozzate,
come foglie cadute in sul cammino?
O la canzon della notturna pesca
che naufraga piangendo fra i marosi,
o lo stridor con cui la tigre adesca
l'arabo in caccia fra i palmeti ombrosi?
Volete il canto che intuonò Maometto,
o il salmodiar che il Nazareno onora?
Giganti, il vostro mistico balletto,
ama la nota flebile o sonora? —
Sento un odor di grandine e di rose,
e il vo' scrivere in versi alessandrini;
come fanciulle flebili, amorose,
cantin le cetre dai sonori crini!
— Ma, o sedicenni danzatrici bionde,
volete i nostri balli, o i balli antichi;
dell'India amate le danze feconde,
o il rustico ballar nei piani aprichi?
Volete in giro rotear sul prato,
le mani unendo, e accelerando il piede,
o amate saltellar lungo il selciato,
come le donne sue Napoli vede?
O come anella musiche, alle dita
i legnicciuoli della catalana,
affascinar volete alla partita
i giovinetti con la danza ispana?
Volete il ballo del francese amato,
da cui l'uom pio scandalezzato riede,
o amate saltellar lungo il selciato,
come le donne sue Napoli vede? —
Datemi un nappo, datemi dei versi!
Le imposte aprite, entrino i venti e il sole!
Quanti fantasmi nel cervel dispersi,
che musica di forme e di parole!
— Oh sorridete, sedicenni amanti,
pallide di languore e di piacere;
o eroi di fiamma, o ciclopi, o giganti,
dite, entrar posso nelle vostre schiere?
L'anima è un mar di note onnipossenti,
e sotto i baci del licor di Chio,
forti ho le braccia, e l'ali al cor potenti!
Dite, entrar posso nella ridda anch'io?
Roteamo, cantiam, bimbe, giganti!
E d'amore e di vin qui scorra un fiume;
versi, aria, luce, fior nei crini erranti,
io brucio, e sento che divento un Nume!