Il precipizio di Fetonte di Cornelio Fiamingo.
Chi vuol veder del Giovinetto audace
il folle ardir, le temerarie prove,
e de' corsier' volanti in forme nòve
l'alta ruina, e la mal retta face,
e come da l'ardor che 'l tutto sface,
langue adusta la terra, e come Giove
il fulmine dal Ciel saetta e move,
ond'egli poi precipitato giace;
miri, CORNELIO, in stil quasi facondo
da la tua man, cui l'Arte eterno debbe,
nel vago lino i simulacri espressi.
Che se, come al Garzon, la vita avessi
dato a la fiamma, ancor di novo avrebbe,
non che le tele, incenerito il mondo.