IL SOLE, E LA LUNA

By Giacomo Leopardi

Era la notte, e di un opaco velo,

In fra l'oscuro, tenebroso orrore,

Tutta si ricuoprìa la terra, e il cielo.

Non comparìa del Sol l'almo fulgore,

Tacean le genti; quando desiata

Cinzia diffuse il pallido splendore.

Ed ecco a l'improvviso illuminata

La terra, e il Mussulmano a lei s'inchina,

E dal suo regno tutto è salutata.

La Luna allor credendosi Regina

Cominciò miserabile a sprezzare

Del Sol la luce vivida, e Divina.

E come soglion già le donne fare,

Il che ciascun di voi ben conoscete,

Gli disse quello, che si può pensare.

Come parlasse intender lo potrete,

Basta sentir le femmine a garrire,

Che vel dica bisogno non avete.

Con molta pace il sol restò a sentire,

E poichè già si avvicinava il giorno,

Incominciò il bel volto a discoprire.

Allor si veggon comparire intorno

Ville, e cittadi, e restane offuscato

Di Cinzia il lume, con suo grande scorno

L'orgoglioso così resta burlato,

La superbia talor così è punita,

Ed il nefando, e mostruoso ingrato

Degno non è di rimanere in vita.