Il Tempo
Donne, voi che superbe
di giovinezza e di beltà n' andate,
voi che l' arme sprezzate
di Venere e d' Amore,
voi sempre invitte e sempre vincitrici,
voi vinte pur sarete
da 'l mio sommo potere.
I gran vanti, le glorie,
le corone e le palme,
le spoglie di tant' alme,
ond' i vostri trionfi adorni or vanno,
pur mia preda saranno:
e sarà preda insieme
questa vostra bellezza e quest' orgoglio,
che 'l mondo onora e teme.
Il Tempo io sono, il Tempo
vostro nemico e vostro
domatore e signore;
ché posso con la fuga
via più contro di voi,
ch' Amor non può con tante faci ed armi,
con tante squadre e tanti assalti suoi.
Ed or, mentre ch' io parlo,
la mia tacita forza
entra negli occhi vostri e ne le chiome,
e le spoglia e disarma.
Quinci rallenta i nodi,
quinci le faci ammorza,
quinci rintuzza i dardi
degli amorosi sguardi:
e quinci a poco a poco
l' alta beltà disgombra,
il cui raggio e il cui foco
tosto alfin diverran cenere ed ombra.
I' fuggo, i' corro, i' volo,
né voi vedete, ahi cieche!
la fuga, il corso, il volo.
Né men vedete come
ne porti il vostro onore e il vostro nome,
e come co' miei passi
ogni cosa mortal fugga e trapassi.
Ma forse par che stia
qui neghittoso a bada.
Folli! deh che vi giova
lusingar voi medesme
con volontario inganno,
s' aperto il vostro danno
vedrete alfin con dolorosa prova?
Tosto verrà quell' ora
che con piena vittoria
trionferò di voi.
Scaccerò in bando allora
Amor da l' alto seggio,
che ne' vostri occhi ei tiene,
ed in quel loco poi
dispiegherà le insegne
la Vecchiezza e l' Onore.
Torrò di man lo scettro
de' vostri empi pensieri
a l' Alterezza, che ne 'l vostro petto
quasi reina or siede;
e poscia in quella sede
porrò la Penitenza,
la qual con la memoria
de' beni andati e de l' andata gloria,
quasi continuo verme,
mai sempre roderà le menti inferme.
Farovvi a mio volere,
come a vinte, cangiar legge e costumi:
lasciar il canto, le parole e il riso,
i nuovi abiti adorni;
e quante spiega in voi superbe pompe
ricchezza, arte ed ingegno,
farò deporvi in segno
di vostra servitute,
qual uom ch' in dura sorte abito mute.
Queste cose or v' annunzio,
perché tra voi pensando
come la beltà vostra si dilegua,
e quel che poi ne segua,
cessi quel vostro orgoglio
pieno di feritate,
che di servirvi amando
ogni cosa mortale indegna stima.
Ma di voi stesse fate,
come pietà vi detta
e ragion vi consiglia:
ch' io con l' istessa fretta
n' andrò seguendo il mio viaggio eterno.
Su, su, Stagioni, omai,
su, Giorno, Notte ed Ore,
mia veloce famiglia,
che con moto superno
ab eterno creò l' alto Fattore:
seguite il corso antiquo
de le vostre vittorie
per lo calle de 'l ciel lungo ed obliquo.