IL TRANSITO

By Giovanni Pascoli

Il cigno canta. In mezzo delle lame

rombano le sue voci lunghe e chiare,

come percossi cembali di rame.

È l'infinita tenebra polare.

Grandi montagne d'un eterno gelo

póntano sopra il lastrico del mare.

Il cigno canta; e lentamente il cielo

sfuma nel buio, e si colora in giallo;

spunta una luce verde a stelo a stelo.

Come arpe qua e là tocche, il metallo

di quella voce tìntina; già sfiora

la verde luce i picchi di cristallo.

E nella notte, che ne trascolora,

un immenso iridato arco sfavilla,

e i portici profondi apre l'aurora.

L'arco verde e vermiglio arde, zampilla,

a frecce, a fasci; e poi palpita, frana

tacitamente, e riascende e brilla.

Col suono d'un rintocco di campana

che squilli ultimo, il cigno agita l'ale:

l'ale grandi grandi apre, e s'allontana

candido, nella luce boreale.