Il Verno

By Girolamo Fontanella

Ecco l'anno canuto,

L'anno gelido e bianco.

Vedi ch'aspro et irsuto,

Ha duro il volto, e mostruoso il fianco;

È nudo il colle e vedovato il prato;

Cangia, Dini, ogni cosa ordine e stato.

Rota pallido il giorno,

Cinto d'orrido velo:

Nevi e nuvole intorno

Fanno bianca la terra e nero il cielo.

A pena nasce chi la notte sgombra,

Ch'abbandona la vita in braccio a l'ombra.

Non più gioconda in vista

Ride l'erbetta verde,

Ma con soffio ch'attrista,

Quanto Zefiro accolse, Austro disperde;

E 'l bosco, ai fiati d'Aquilone errante,

Ogni smeraldo suo cangia in diamante.

Non può libero il passo

Stender la fonte e 'l rivo:

Freddo, tacito e basso,

Par quasi morto il suo cristallo vivo;

Esposto al vento impetuoso e tetro,

Sta muto il fiume in prigionia di vetro.

Furioso Tritone

Gonfia l'orrida tromba;

Da l'eolia magione

Fischia Borea, urla Coro, Austro rimbomba,

Squarcia i nembi, urta i campi, i monti spoglia;

Freme il ciel, bolle il mar, l'onda gorgoglia.

Per l'aperta campagna

L'umil gregge sospira;

Ne' muggiti si lagna

Che pastura non trova, erba non mira;

E dal freddo assalito, a l'aer cupo,

Geme il can, freme l'orso, ulula il lupo.

Esce il fiero serpente

A scaldarsi a la luce,

Che dal vago oriente

Dentro gelida nube il sole adduce;

Ma col moto perdendo anco il vigore,

Dal rigor de la neve oppresso more.

Salta il caprio ramoso

Sovra il gelido smalto;

Ma sul colle nevoso,

Aggravato dal gel, manca nel salto;

E la fuga del piè mostrando lenta,

De l'astuto mastin preda diventa.

Posa il timido augello

Ne l'albergo suo fido;

Ma poi, tremolo e bello,

Da la fame costretto esce dal nido;

Né molto va, che per l'aeree strade,

Dagli algori assalito, a terra cade.

Sotto gelida chiave

Chiude il bello usignuolo

Il suo rostro soave,

Ch'aprir solea sì grazioso al duolo,

E nel bosco e nel monte altro non senti

Che mormorio di tempestosi venti.

Sta rinchiuso nel tetto,

De' tumulti nemico,

Impigrito nel letto

Con la cara famiglia il vecchio antico;

E contra il Verno ei combattendo armato,

Ha Bacco in seno, et ha Volcano a lato.

Così pugni e combatti,

Dini, in rinchiuso loco,

L'orrido Verno abbatti,

Col ferro no, ma col valor del foco.

E quando Euro guerreggia, Austro rimbomba,

Tu chiama Bacco a risuonar la tromba.