IN MORTE DI UN BIMBO

By Emilio Praga

Ancor vederti sembrami

le braccia dimenare

come una giovin rondine

che tenti di volare,

povero bimbo, piccolo

cadaverin sepolto!

Quel tuo vergine volto

dimmi a chi ride adesso?

Sul tuo recente tumulo

poc'anzi ancor sostai;

inutilmente i pallidi

giacinti interrogai...

Seppellivano un vecchio,

o bimbo, a te vicino:

un grido del becchino

mi rapì le visioni.

Perché nascesti?... dissero

alla povera madre

che a sé chiamato avevati

dei cherubini il padre;

ma le materne lagrime

non prevedeva Iddio?

Oh lo spietato oblìo

che domina nel cielo!

Nel cielo?... Arpìa, silenzio!

Ci può la madre udire:

la fede ell'ha, diciamole

che lo vedrà redire

pura animuccia silfide

color di paradiso,

a baciarla sul viso,

a baciarla sul core!...

Oh gli orrendi spettacoli

del nostro cimitero!

Un muricciuolo squallido,

un campo grasso e nero,

ed una danza assidua

di tibie innominate,

e smorfie, e ghigni, e occhiate

di teschi al sol risorti!...

Le croci, pinte ad olio,

o sculte in marmo e in oro,

son là, delle famiglie

miserrimo decoro,

alla neve, alla pioggia,

meste, tarlate, mute...

dell'eterna salute

ove, ove trovi un segno?

Bambino, l'ineffabile

tuo visino d'amore

giace fra questi ruderi,

circondato d'orrore;

e forse il vecchio scheletro

che ieri han seppellito

già rotolò stecchito

sul tuo piccolo capo.

Deh, quel giorno che, fracida

la tua crocetta nera,

si smarriran cercandoti

il pianto e la preghiera,

bimbo, se tu se' un angelo

scendi alla madre accanto

e lo spirito affranto

come una spiga invola.