In persona di Bernardo Castello nel Ritratto di sua moglie morta.

By Giovambattista Marino

Poscia ch'a far ch'io dietro a te non vegna

debil (quantunque forte) è quel dolore,

per cui dal dì ch'al tuo morir non more,

viver questa mia vita aborre e sdegna;

deh mira almen, come la man disegna

l'effigie tua, che mi restò nel core,

e distemprando in lagrime il colore,

ingannar gli occhi miseri s'ingegna.

E se ben tanti pegni amati, quanti

di te stessa mi lasci, o Livia mia,

son del tuo volto imagini spiranti,

pur novello d'Amor miracol fia

che de l'anima sua cara ai sembianti

un cadavere estinto anima dia.