INCONTRO NEL BOSCO

By Emilio Praga

Staman nel bosco stavo tutto solo

i gorgheggi a tradur di un usignuolo,

quando un falco calò sul picciol nido

e ripartì con un superbo grido:

la voce armoniosa

più non udii fra i tremuli arboscelli,

e la selva restò muta e pietosa

su un nido di orfanelli.

Quand'ecco di fanciulli una brigata

che arriva saltellando, all'impensata,

brucando i rami della via romita,

pestando l'erba dove è più fiorita...

“Di che paese siete?

Dove andate così tutto uccidendo?”.

Il più fiero rispose: “Eh, no, vedete,

vivi, vivi li prendo!

guardi”. E tirò di sotto a un cencio nero

tre colombi, due tordi e un capinero.

“Non siam che a mezzo aprile, e sente, sente

quanti nidi? la selva par vivente;

ne abbiam per tutto giugno

di correre la valle e le pendici!”.

E lietamente si stringeva in pugno

i poveri infelici.

Pugno di rosa, e belli occhi lucenti,

e chiome d'oro, e labbra sorridenti,

pugno di paggio uscito a coglier gigli

di una regina per i biondi figli!...

Il falco sghignazzava

nell'azzurro del ciel come un buffone,

e il mesto animo mio gli perdonava

la fame e l'uccisione.