Invita a Roma l'Illustrissimo Sig. D. Giberto Pio
Omai parmi, Signor, del Po la sponda
Al tuo valor crescente angusta sede.
A te, cui Roma già loda e non vede,
Teatro manca, e pur virtute abbonda.
Tuo splendor, che si cela, or si diffonda
A Roma, a chi nol mira, a chi nol crede.
Tesoro inutilmente altri possiede,
Quando avvien che sotterra egli l'asconda.
Luce maggior vedrassi in te presente:
Fiamma che poco splende in cupo fondo,
Posta in loco sublime è più lucente.
Al gran germano andrai lume secondo,
Tu per virtute, egli per gloria ardente,
Tu miracol di Roma, egli del mondo.