IV (173)
Anzi privo di lei quanto riserra
Negl'immensi suoi giri il Cielo e 'l Mare
Qual Regno parmi, che, già vinto in guerra,
Non ha più chi 'l sostenga o chi 'l ripare:
Ch'alto duolo mortal frange ed atterra
Quanto fra noi di peregrino appare,
E l'aere egro, egra l'onda, egra la terra
Geme, e sparge Virtù lagrime amare,
E scinta il seno, e le superbe spoglie
Lacera, e sparso il crine, il passo gira,
Qual chi profondo orrore in sé raccoglie.
E mentre doglia intorno e sdegno spira:
“Chi”, par che dica, “al pianto mio mi toglie?”
E dubbia guarda, e in sé freme e sospira.