IV (4)
By Luca Contile
Non vorrei che 'l mio verso fosse scabro
ne gli eterni concetti, anzi alto e grave,
non duro sì che gl'intelletti aggrave,
anzi grato qual croco e qual cinabro.
Ma 'n qual ruscello l'uno e l'altro labro
bagnar poss'io, onde chiara e soave
cavarò l'acqua che la voce lave?
O qual fia, che la limi, il dotto fabro?
O voi che l'universo rivolgete
e con le quattro e con le diece corde
di misura ogni cosa fate opima,
piacciavi col pensier che 'l dir s'accorde,
gli acuti e gravi accenti miei reggete,
essendo voi la mia fonte e la mia lima.