IV a

By Giovanni Alfonso Mantegna

Questa mia calda e desiosa speme,

che nutrendo mi va di giorno in giorno,

alteramente adopra il chiaro tempo

ove il desir alberga, ove la fede

ha dato in preda l'onorato core

per essaltar al ciel l'umil mia rima

Ma forsi quella incolta e rozza rima

sola è cagion che manchi la speme

che 'l vostro alto pensiero e 'l vostro core

scema sovente , e lo mio fosco giorno

da voi discaccia l'aspettata fede,

ch'acquetando mi va di tempo in tempo.

E vedendo io tal variar di tempo,

un non so che ne la mia sciocca rima,

un desìo vano, una percossa fede,

un'or presente e fuggitiva speme,

convien ch'a mio malgrado pasca il giorno

di duol, di tema, di sospetto il core.

E conoscendo ancor l'ardente core

lo qual me avete dimostrato un giorno

con mille caldi effetti al più bel tempo,

pur il vivace ardor di tanta speme

vi fe' cangiar di segno in alta rima,

tal che sperando ogn'or manca la fede.

Or s'è in man vostra il mio onor e la fede,

e a la dotte man la rozza rima,

aprasi il petto e scopri il casto core

e facci rinverdir la secca speme,

che le farà che di sì lungo tempo

possino alfin mirar l'amato giorno.

Quando vedrassi tal felice giorno

per dar credenza a la perduta fede

Quando farà pur chiaro il fosco tempo

che mi contende udir la dolce rima

Quando meco sarà sì lunga speme

qual nudre il mio sì caldo e puro core?

Sia dunque il vostro core un lieto giorno

di questa verde fede, che di speme

nutrisce il tempo e la mia bassa rima.