IV – Poliziano
Quanto è più dolce, quanto è più sicuro
Seguir le fere fuggitive in caccia,
Fra boschi antichi, fuor di fossa o muro;
E spiar lor covil per lunga traccia!
Veder la valle, e 'l colle, e l'aer puro,
L'erbe, i fior, l'acqua viva, chiara e ghiaccia;
Udir gli augel svernar, rimbombar l'onde,
E dolce al vento mormorar le fronde!
Quanto giova a mirar pender da un'erta
Le capre, e pascer questo e quel virgulto;
E 'l montanaro a l'ombra più conserta
Destar la sua zampogna e 'l verso inculto:
Veder la terra di pomi coperta,
Ogni arbor da' suo' frutti quasi occulto:
Veder cozzar monton, vacche mugghiare,
E le biade ondeggiar come fa il mare!
Or de le pecorelle il rozzo mastro
Si vede a la sua torma aprir la sbarra:
Poi quando muove lor col suo vincastro,
Dolce è a notar come a ciascuna garra
Or si vede il villan domar col rastro
Le dure zolle, or maneggiar la marra;
Or la contadinella scinta e scalza
Star con l'oche a filar sotto una balza.