IV
Per li pungenti spin', per gli aspri istecchi,
per le turbe marin', per cruda guerra,
dove io mi varchi, un pensier mi sotterra,
e vuol che innanzi tempo imbianchi e 'nvecchi.
Tanto son facti e miei pensier' parecchi,
che sì e no nel capo mi s'aferra:
quand'un si chiude, e l'altro si riserra,
onde di duol mestier sarà ch'io assecchi.
Ma tu, Padre sincer, che l'opre e 'l core
cognosci di noi, gente maladetta,
ché non provedi a tanto nostro errore?
La tu' iustitia, ché tanto s'aspecta?
Ben dice Dante, ond'io prendo vigore:
La spada di lassù non taglia in fretta.