IV

By Vasco (e colleghi) Cai

Il mi' collega il tema suo lo esalta

perciò torniamo insieme, altro collega;

noi saremo di nuovo alla ribalta,

è quasi il tema della stessa piega,

sperando andare sulla strada asfalta

se il destino la sorte non ci nega:

io farò l'operaio e sono adatto

e poiché l'operaio l'ho sempre fatto.

Forse da qualche propaganda attratto

quasi esageri un po' nelle richieste,

anche il padrone un sacrificio ha fatto

onde darti il lavor, non credereste?

Tu della realtà vieni a contatto,

parliamoci da vere anime oneste:

se troppo l'ala, mio collega, stendi,

ti vorrei domandar cosa pretendi.

Tu tutti i giorni una fiammella accendi,

vai dicendo che fai dei benefici,

lo so che il mondo bene lo comprendi

e sempre l'operaio tu maledici;

tu che siei esperto e te ne intendi

chi l'ha fatto del tutto i sacrifici,

e dirmi oggi tu, come impresario,

cosa siei in questo mondo necessario!

Puzza di ribellione il tuo frasario!

Parliamoci sinceri, gli operai

oggi l'abbiamo messi su il binario

che a mio parere vanno bene assai;

ogni addebito è fatto all'impresario,

non vedi quanto esagerando vai?

Forse venir vorreste nel mio posto,

cosa che fare non sarei disposto.

Io poi questo non ti aveo proposto,

io questo non lo voglio e non lo ammetto.

io non voglio venire nel tu' posto

ma neppure di esserti soggetto;

tu il cattivo nel cuore ci hai nascosto,

guarda di usare un poco di rispetto

e una coscienza un po' più generosa

al dipendente dalla man callosa.

Concesso abbiamo a te qualunque cosa,

ci sono per esempio i sindacati,

dice son contro della gente oziosa

e i salari per far li abbiam chiamati,

c'è lo Statuto poi ch'è qualche cosa

in cui sono i diritti regolati,

e tutto questo grava su di noi:

ma mi dici di più cosa tu vòi?

Foste sempre bugiardo prima e poi:

io sempre chinato sul lavoro

e giornalmente te di più ne vuoi,

cerca di usare un po' più di decoro;

via, son cose … diciamole tra noi,

non prendiamo un momento di ristoro,

guadagno nove e lui me ne dà sette

e quello che ci manca lo promette.

D'accordo non sarà chi ben riflette:

vai con l'automobile a il lavoro,

qualunque cosa già ti si permette

e vòi turbare l'ordine e il decoro;

ma se sei tu guadagni e spendi sette

questo è tuo danno ch'io giammai l'onoro,

perché sotto la veste del diritto

c'è l'inganno, l'abuso e l'approfitto

Tu vorreste che io ci stesse zitto,

tu lo vorreste far cogli operai,

ma però te lo dice il sottoscritto

che io ciò non lo permetto mai;

ah via, senza uccider fai delitto

ma verrà il dì che te ne pentirai,

ed anche inei riguardi della busta

io la feci veder, non è mai giusta.

Poeta, il tuo frasario mi disgusta!

Se tu sapesse cosa ci ho di tasse,

sareste più modesto nella busta

e un po' meno avverrebbe che tu urlasse;

che viva bene chi lavora è giusta,

però fomenta te l'odio di classe:

protesti e riprotesti ogni momento

e il fatto sta che non siei mai contento.

Tu novo hai fatto lo stabilimento

e poi faceste una nuova assunzione,

la famiglia l'hai sempre in movimento,

quand'è al mare e quando all'Abetone;

io lavorare 'un ti vedeo un momento,

hai aggiunto a casa un altro padiglione,

in mare ci hai la barca col motore:

questo tutto lo devi al mio sudore.

Oggi è il mondo del buon lavoratore,

io ti vedo una casa ammobiliata

che non l'ha di lavoro il tuo datore,

sai, la sua proprietà se l'è sudata!

Sempre economizzando a tutte l'ore

e avendo ben la strada misurata

mi son fatto un pochin di capitale,

ma non per regalarlo a chi fa male.

Venni da te facevo il manovale,

pian piano poi facevo il muratore

ma poco riposai sul capezzale:

il giorno lavoravo anche dieci ore

e qualche dì, se mi sentivo male,

sentivo del padrone il malumore,

senza rimorso né coscienza in seno

perché vedeva che rendevo meno.

Vipera, smetti di sputar veleno!

A te piace la vita spensierata,

il più non vai ben calcolando e il meno

e ti basta che passi la giornata;

io resto sempre attivo il giorno pieno,

poscia consumo mezza la nottata

a veder le mie cose nell'ufficio,

e tu non vòi saper di sacrificio.

Già dissi che di tutto il beneficio

lo devi ringraziare l'operaio

chi lavora l'ha fatto il sagrificio,

come finanze mi trovai in un guaio;

e tu pe' sta' a scrivere in ufficio

che di mancanze ne facei un migliaio…

Ma ti firrà Marina e Viareggio,

per chi male li fé finiscan peggio!

Della mia barca il mio timone veggio

sempre stabile e fermo più di prima,

io ci vado se posso a Viareggio,

dell'illusione ne fo poca stima;

tu siei sempre a gridar « none indietreggio »

e cerchi sempre di arrivare in cima,

ma se guadagni cinque e spendi sei

resterai nell'eterno dove siei.

Tu cerca darmi quei diritti miei,

poi vedrai che so spendere il guadagno,

ché al mattino mi alzo alle sei,

fino alla sera di sudor mi bagno;

e' sarai tu che ignobile tu siei,

tessi la tela come il triste ragno:

se poi non vanno bene le marchette

ritorni a raccontarlo a Fornacette.

Sempre ovunque a chi merita si mette:

tu parli di diritti volentieri

e di assicurazioni e di marchette,

però non parli mai dei tuoi doveri;

questo, domando a te, come si ammette,

dove pensi di andare e cosa speri?

Via, non pensare che campar si possa

solamente a cantar « Bandiera rossa ».

Non fui mai l'elemento da sommossa,

ho sempre lavorato con coscienza,

credo fare di più che non si possa,

ma tu che ci hai la brutta discendenza

e' mi hai sempre una causa promossa:

tu mi dici « lavora, abbi pazienza

che poi il tenore cambierai di vita »,

però siei sempre il vecchio parassita.

Dici così perché non l'hai capita.

Purtroppo l'ho capita che l'è molto.

È il bisogno, è il dovere della vita.

Ti devi vergogna' da chi è 'n ascolto

Io ti consiglio ormai farla finita.

Cercherò ripensarci, esser raccolto.

In fondo poco di sudor ti bagni,

mi devi ringrazia' perché guadagni.

Ma non ti compatisco se ti lagni.

Tutto ti ho dato e più nulla ti manca.

Quasi quasi mi dice anche « compagni » !

Metter ti debbo dei milioni in banca.

Ti vorrei da' i miei miseri guadagni.

Questo sia da osservare invece, allora:

io ti saprò pagare e te lavora!