IV
A te ricorro, o dolce mio signore,
sì come deggia fare ogni suggetto,
Domenico, che sempre drento al petto
ti porterò per caro mio licore.
A te mi raccomando, o gentil fiore,
chieggendoti merzede; o car diletto,
aiutami, ché vivo con dispetto,
se del mie frutto vuoi gustar sapore!
Vivo in tormento, in pena, e son dolente
pel manifesto amor che m'ha invilita;
o risguardo benigno, ch'è or cocente!
Mi se' saetta al core incrudelita,
o passato piacer, dolor presente;
benc'ha' rimossa, non già mai partita
sia alquanto mie vita
dagli occhi tuoi piatosi e dal governo:
Cassandra sarà tua in sempiterno!