IV
Vedovi, soli, abandonati e sciolti,
errando sanza guida, duce o freno
or gite, pensier mei, poi che v'è meno
venuto chi vi riterrà racolti;
co' le fiere selvagge in boschi folti,
pascendo l'erbe, io bagnerò il terreno
di lacrimar: troverrò forse almeno
rimedio a consolar li affanni molti.
Poi sarà in ciascun sasso e verde scorza
d'albero di mia mano un verso scritto,
quella ch' a morte mi costringe e forza.
E se pur mi terrà il dolore aflitto
e ch'io non truovi chi mia doglia amorza,
farò di me da un alto monte gitto.