IV
Bruno compagno mio, quando son tristo
e vo pensoso per la via men trita,
io t´ho sovente nella man, provvisto
di fogliolini bianchi e di matita.
E come al giro delle cose assisto,
che porgon lume all´anima romita,
su te depongo il doloroso acquisto
che mi vien dalla morte o dalla vita:
un sogno, un´ombra, una memoria, un detto,
una celia, un sospir, lampi dell´arte,
palpiti della mente e dell´affetto;
seminuli febei, germi in lavoro,
che dentro il campicel delle tue carte
mi fioriscon sovente in mèsse d´oro.