IX (87)
Inganni son le vanità, che a i lumi
Del misero mortal sembran tesori;
Titoli, dignità, porpore ed ori
Son foschi lampi e luminosi fumi.
Anch'io credei di farmi eguale a i Numi
Dell'Adria e del Tarpeo co i primi onori,
Ma de' passati efimeri splendori
Appena or vedo i languidi barlumi.
Alma, degli error' tuoi prova più chiara
Tu vai cercando ancora? e ancor ti fidi?
Deh, che sia Mondo a proprio costo impara.
Son già tutti per te gli asili infidi:
L'onda dolce del Tebro è fatta amara,
E l'Adria in scogli ha convertito i lidi.