IX. RATTO DI ORIZIA.

By Vincenzo Monti

Poichè d'Orizia il rapitor col velo

D'atra nube per l'aria alto si tenne,

E delle membra l'ostinato gelo

Le faville d'amor più non sostenne;

Sul folto della barba ispido pelo

L'orrido ghiaccio a liquefar si venne,

E sciolte in pioggia pel sentir del cielo

Cadder le nevi alle volanti penne.

Avido su la ninfa egli spignea

L'umido labbro, e per le guance belle

Colar giù in sen le fredde acque le fea.

Ella in van si schernìa col braccio imbelle,

E il ciel di grido femminile empiea

Misto al fischiar di nembi e di procelle.