IX

By Niccolò da Correggio

Fortuna, chi te pinse i crini in fronte,

nuda e fugace, già non prese errore:

chi non te liga mentre ti è in favore,

suo danno poi, se gli fai oltragio ed onte.

Lustrato hai tal che bruta l'acqua al fonte,

che 'l sol apresso a lui perde il splendore;

un grande privi poi tanto di onore,

ch'al eremo n'ha a star cum le man gionte.

Penso talor dove mantien' tuo segio:

s'io extimo in ciel, de lì alcun mal non vene;

se nel abisso, ognor daresti morte.

Vedendo poi che quando hai fatto il pegio,

a un miser, che pòi far, poi gli fai bene,

tua residenza altroe non è che in corte.