IX

By Pietro Metastasio

Orgoglioso fiumicello,

Chi t'accrebbe i nuovi umori?

Ferma il corso, io vado a Clori;

Scopri il varco, a Clori io vo.

Già m'attende all'altra sponda:

Lascia sol ch'io vada a lei;

Poscia inonda i campi miei,

Né di te mi lagnerò.

Ma tu cresci frattanto.

Il giorno s'avvicina, ecco l'aurora;

Clori m'attende, ed io m'arresto ancora.

Invido fiume! e quando

Meritai tanto sdegno? Io dal tuo letto

Allontanai gli armenti; io sol contesi

A Filli ed a Licori

Del tuo margine i fiori; io spesso, ingrato,

Per non scemarti umor, numi, il sapete,

Poche stille ho negate alla mia sete.

Se ignoto altrui non sei,

Opra è de' versi miei. Se passi ombroso

Infra gli estivi ardori,

In su le sponde io t'educai gli allori.

Allor bagnavi appena

La più depressa arena; un picciol ramo

Svelto dal vento a un arboscel vicino

Era impaccio bastante al tuo cammino.

Ed or, cangiato in fiume,

Gonfio d'acque e di spume

Strepitoso rivolgi arbori e sassi,

Sdegni le sponde, e non m'ascolti, e passi.

Ma tornerai fra poco,

Povero ruscelletto,

Del polveroso letto

Fra' sassi a mormorar.

Ti varcherò per gioco,

Disturberò quell'onde,

Torbido fra le sponde

Farò che vadi al mar.