IX.
Né vostro impero ancor che bello e raro,
né d'argento e di gemme ampia ricchezza,
che men da chi più sa si brama e prezza,
vi fanno al mondo sì famoso e chiaro:
quanto l'aver, Signor pregiato e caro,
la ben nata e gentil anima avvezza,
con severa pietate e dolce asprezza
perdonar, e punir, ch'oggi è sì raro.
Queste vi fanno tal, lunge e dappresso,
ch'al grido sol del vostro nome altero
l'alma s'inchina, e come può vi onora.
E se al caldo disìo fia mai concesso
stile al suggetto ugual, ritrarne spero
fama immortal, dopo la morte ancora.