L

By Francesco Beccuti

Sodo, fui dianzi, costeggiando 'l fianco

del superbo Appennin con passo errante,

dov'egli alza le spalle e 'l capo bianco

e 'l ciel sostiene a paragon d'Atlante.

Ivi strane erbe e peregrine piante

non medicaro il mio dolor né manco

laghi giovârmi né Sibille o quante

magiche prove hanno 'l contorno stanco:

e, membrando io che l'amorosa piaga

né di Febo curò né di Medea

chiara notizia d'erbe o d'arte maga,

volsi a Loreto il corso; e quella dea

mi fu vera sibilla e vera maga;

né trarmi d'esto inferno altri potea.