L

By Gaspara Stampa

Poi ch'Amor mi ferì di crude ponte,

vostra mercé, qual sète vivo e vero,

v'ho scolpito nel fronte e nel pensiero,

sì che nessun sembiante più s'affronte.

Il viso stesso, il proprio stesso fronte,

il proprio ciglio umilemente altero,

gli occhi stessi, i due sol de l'emispero,

le stesse grazie e le fattezze cónte;

in questo il mio ritratto è dissimìle:

ché, qual mi sète, vi mostra alteretto,

là dove sète a tutti gli altri umìle.

Ora, per far ch'anch'io v'abbia perfetto,

per far ch'anch'io pur v'abbia a voi simìle,

emendate anche meco un tal difetto.