L

By Giacomo Lubrano

Che non ardì l'ambizion del Fasto?

Giunse a decapitare il Re del giorno:

e strinselo a portar de' Cieli a scorno

di Comodo invanito il volto infausto.

L'apocrifo Pianeta inciso e guasto

occhi non ebbe da guardarsi intorno:

né per l'ingiurie fatte al crine adorno

poté far senza lampi alcun contrasto.

Roma, misera Roma oppressa al pondo

di un Mostro in un Colosso: empio conquasso

ti gitterà de' precipizii al fondo.

Ombre e sepolcri aspetta in ogni passo,

se già regola l'ore al Lazio mondo

con testa d'un Tiranno un Sol di sasso.