L

By Giovanni Prati

Salìan per questo grande etere un giorno

aquile a stormi, e il nostro onor fu tanto!

Or gufi e strigi ai fumaioli intorno

spargon le oscure penne e il tristo canto.

L´altar de´ patrii numi è disadorno;

dispersi i fochi, e son le muse in pianto;

né so ben dir se il sacro ilice e l´orno

april rivesta dell´usato incanto.

Appena fa, se di Metella al sasso

s´apre una bruna violetta in fiore,

e gli occhi arresta al pellegrino e il passo.

Appena fa, se un ricordato amore

fra i nudi arbusti mi risveglia, ahi lasso!

poi mi sommerge in più grand´ombra il core.