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By Auteur inconnu

Lo monsir di Melaranza

ha perduta la suo manza.

Gli occhi piangon per dolore

e la fiamma non si spegne,

anco strugge e arde ’l core,

più che ’l foco delle legne,

per le sua bellezze degne

di costei ch’ogn’altra avanza.

O amor crudele e ’ngrato,

sanza fede e pien d’inganni,

quest’è il premio guadagnato

delle pene e degli affanni

sopportati mesi e anni!

Or siàn fuor d’ogni speranza.

Così fa chi si innamora:

tornan poi le risa ’n pianto,

in un tratto ci siàn fora

della cosa amata tanto:

nuovo uccel vien da un canto

che ci toglie ogni baldanza.

O speranza da no’ tolta!

Del tuo servo un po’ t’incresca:

’nnanzi sia l’alma disciolta,

vedi ’l còr ch’arde nell’esca;

non voler che di te esca

tanta fede e amistanza.