La bella saltatrice

By Girolamo Fontanella

Questa bella d'amor maga innocente,

Che con giri fatali

I balli move inegualmente eguali,

Fa d'insolita gioia ebra ogni mente;

E 'l piè sciogliendo ai regolati errori,

Incatena gli spirti, incanta i cori.

Prima accorta ne' moti, alza e misura

Col bel suon de le corde

Ne la musica danza il piè concorde,

Dando al corpo gentil grazia e misura;

Indi parte e ritorna, e mentre riede,

Sopra l'ali d'amor regge il bel piede.

Desta e sciolta, in un piè s'attiene e libra;

Indi il passo radoppia,

E l'alza in aria e nel cader l'accoppia;

Si rota intorno e se medesma vibra;

E ne' suoi modi e ne' suoi moti erranti,

Fatta rota d'amor, volge gli amanti.

China a tempo il ginocchio e l'aurea testa

Con bell'atto soave,

E posando la danza, ergesi grave;

Poi si spicca in un salto, agile e desta,

Che leggiero dal vol s'erge tant'alto,

Che, dubbioso, non sai s'è volo o salto.

Va con breve et armonico intervallo

Regolato da l'arte,

Or da la manca, or da la dritta parte;

Fugge e rompe la fuga in mezzo al ballo,

E ne l'ordine suo mutando gioco,

La credi in uno, et è ne l'altro loco.

Mentre fuor dal bel lembo aurato e bello

De la gonna sua vaga

Spinge il piè delicato, ogn'alma impiaga:

Par la punta del piè strale novello,

Che spedito e veloce in mezzo i petti

Fuor da l'arco d'amor, l'alme saetti.

Forsi scesa qua giù la bianca Luna

Dai volubili calli,

Ha traslati tra noi gli eterni balli?

O pur, nova d'amor vaga Fortuna,

Rendendo altri infelice, altri beato,

Volge in vario tenor l'umano stato?

Da sì belle e sì rapide carole

Apprendete voi, stelle,

A danzar colà su più vaghe e belle.

Ore, ancelle del dì, figlie del Sole,

Che danzando là su guidate il giorno,

Fermate il ballo ad ammirarla intorno.

E voi, ditemi ancor, nunzi volanti,

Che con alto governo

Regolate del ciel l'ordine eterno,

Da quei zaffiri mobili e rotanti,

Ch'han nel danzar sì numerosi corsi,

Danzatrice sì bella è scesa forsi?

Già di là rispondete, e già v'ascolto

Dai celesti zaffiri:

“Donna umana non è costei che miri.

Se veder brami il ciel, mira quel volto;

Mira quel piè, ch'in maestà reale

Ha dagli angeli appreso il moto e l'ale”.